CENTRO SCOLASTICO BENIAMINO

Le attività didattiche del Centro Scolastico sono riprese ufficialmente già da qualche mese. La scuola era rimasta chiusa per troppo tempo; i bambini del Villaggio guardavano con nostalgia i cancelli chiusi e i missionari guardavano con la pena nel cuore i bambini rimasti senza istruzione e, soprattutto, senza la mensa scolastica. Le leggi anti Covid, anche in Angola, sono state molto severe: il Paese ha chiuso gli ingressi dall’estero, applicando tutti i protocolli di sicurezza europei. Ringraziamo Dio poiché che il virus non si è diffuso nei paesi africani come in altre aree; sarebbe stato un genocidio pandemico. Nel frattempo, la gran parte delle sedi locali delle multinazionali e delle grandi imprese occidentali hanno chiuso; la crisi economica ha distrutto quel poco di economia esistente, le importazioni si sono ridotte al minimo e i prezzi di tutte le merci sono triplicati. La popolazione è stremata e la mortalità dei bambini è cresciuta. La DAD a Funda non è praticabile; per questo motivo, l’avvio delle attività scolastiche è stato salutato con immensa gioia. Ovviamente, la ripresa è stata graduale: nel mese di ottobre è stata accolta la sesta classe, quella dei più grandi che dovevano completare l’anno per passare alle classi superiori; poi a seguire, le altre classi con un calendario stabilito dal Governo. Dopo lo stop iniziale, imposto sempre dal Governo, anche la mensa scolastica ha riaperto, accompagnata anche dalla distribuzione delle brioche prodotte dal nostro panificio. Dalle foto potrete vedere i ragazzi tornati alla scuola “Beniamino”. Per loro, il ritorno a scuola è stata una gioia che nessuna parola può pienamente descrivere.

Progetto AID DEPARTMENT

“Una iniziativa contagiosa” è lo slogan del nuovo progetto “A.M.E.N. AID DEPARTMENT” (Dipartimento di aiuto sociale) che nasce per portare un concreto aiuto di primo intervento alle persone ed alle famiglie più povere dei villaggi all’esterno del Centro Beniamino in Angola. La pandemia del Coronavirus, in questi villaggi, ha peggiorato lo stato di ordinaria carenza e povertà di queste popolazioni. La microeconomia di strada, che consente la sopravvivenza per gran parte della popolazione, è vietata. Il divieto di spostamento, imposto dalle autorità, ha provocato l’aumento di morti per denutrizione e per malattie nei villaggi. I volontari di A.M.E.N. raggiungono queste famiglie, distribuendo alimenti e beni di prima necessità. Il tuo aiuto contagia i loro sorrisi!

AMEN DAY

“In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a Me”. (MT 25:40)

Siamo ormai prossimi alla celebrazione dell’AMEN DAY, un giorno speciale per ricordare e sostenere i progetti della nostra missione!

Siamo grati per le vostre preghiere e per il vostro sostegno!

Riflettori accesi sulla beneficenza alla Reggia di Caserta

Tendere la mano al bisognoso apre un mondo di emozioni che fanno scivolare in secondo piano i problemi che ci affliggono. Il dottor Patch Adams, iniziatore della ludoterapia, affermava che “quando curi un malato puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona puoi solo vincere”. Infatti, la parabola evangelica del buon samaritano ci presenta chi lungo il suo cammino non ha disprezzato colui che era sofferente, ma è sceso dalla cavalcatura e si è preso cura di lui. Dopo averlo curato, lo ha affidato al locandiere raccomandando «prenditi cura di lui». Nel clima delle iniziative di solidarietà che in questo periodo di festività si moltiplicano, sono questi i sentimenti che animano l’iniziativa di solidarietà promossa dall’agenzia missionaria AMEN ong con il patrocinio della città di Caserta per sabato 21 dicembre, p.v.

Le splendide sale della Reggia vanvitelliana di Caserta ospiteranno un ricco programma che si articolerà dal mattino fino al pomeriggio, comprendendo un pranzo per i partecipanti all’asta di beneficenza organizzata a sostegno dei progetti umanitari in terra d’Africa. Musica e momenti di riflessione scadenzeranno la giornata, che si concluderà nel pomeriggio con una visita guidata agli appartamenti storici. Un’occasione per conoscere la Reggia per gli invitati disposti a fare del bene a chi dalla vita non ha ricevuto molto.

L’agenzia, infatti, opera da oltre vent’anni nel continente africano, e precisamente nello stato dell’Angola con l’assistenza sanitaria e nella lotta contro la denutrizione infantile, l’analfabetismo e la povertà dei bambini. Questi anni di attività hanno avuto riconoscimenti, per il loro valore sociale, dalle Amministrazioni locali, dal Governo angolano e dalle missioni diplomatiche italiane. Nel villaggio di Funda, Luanda, è stato realizzato il Centro scolastico “Beniamino”, che attualmente ospita circa 900 alunni ed è da molti considerato un’oasi di benessere in un deserto di degrado e povertà. In Angola, la causa principale di morte infantile è la denutrizione, ed è per questo grave problema che, grazie al servizio mensa, ai fanciulli, ogni giorno, vengono offerti pasti caldi e nutrienti, oltre all’istruzione. Nel Centro sono stati realizzati anche: un impianto di panificazione per la produzione giornaliera di pane utile al fabbisogno della scuola e per attuare corsi di formazione professionale; un piccolo presidio ospedaliero per trattamenti sanitari di primo intervento, provvisto anche di un’ambulanza per i casi di pronto soccorso; un laboratorio farmaceutico per la produzione di farmaci; un laboratorio dentistico; “Casa Serena”, una casa di prima ospitalità; infine, un laboratorio oftalmico che coadiuva il presidio ospedaliero attraverso la realizzazione di screening oftalmologici e allestimento di occhiali e un campo sportivo polifunzionale per i bambini.

Per partecipare e sostenere questo evento di beneficenza

Info tel. 081- 8907142 e-mail: info@amen-onlus.it

The Mission: è l’ora di Credere! Con Gary Wilkerson

Una celebrazione per i vent’anni di lavoro, soccorso e solidarietà per i gli ultimi del mondo.

Vent’anni di missione

Anche in un territorio martoriato come il nostro si elevano testimoni dell’impegno a favore dei deboli e dei poveri della Terra, che ci danno lustro e ci rendono fieri delle nostre origini. Una solidarietà che senza far rumore sta cambiando il futuro di un paese e tanti altri ancora ne cambierà, attraverso la partecipazione di sostenitori da tutta l’Italia.

Era il 28 febbraio del 1998 quando nasceva l’A.M.E.N., Agenzia Missionaria Evangelo per le Nazioni, con sede in Aversa (CE). Quest’anno, per celebrare i 20 anni dalla sua costituzione, ci saranno una serie di eventi celebrativi in Italia, nel corso di questo mese di ottobre. Tra questi, in particolare, sabato 20 ottobre p.v. ci sarà l’evento finale al Teatro Palapartenope di Napoli, dal titolo “THE MISSION, È L’ORA DI CREDERE” (ingresso gratuito, ore 19:30). Condotto da Nausica Della Valle (giornalista Mediaset) e con la partecipazione di una corale gospel di circa cento elementi, tra musicisti e coristi. Per l’occasione interverrà il pastore americano Gary Wilkerson, figlio di David Wilkerson, oratore stimato e riconosciuto a livello internazionale.

L’A.M.E.N. nasce con l’intento di realizzare progetti missionari: elaborare e realizzare programmi di sviluppo e solidarietà nei paesi poveri. L’Associazione non ha pertanto fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale in tutti i Paesi in cui si richieda il suo intervento senza distinzioni di razza, religione, sesso, fede politica o ceto sociale. Gli sforzi dell’Associazione in questi anni si sono concentrati, principalmente, in Angola con l’assistenza sanitaria e nella lotta contro la denutrizione infantile, l’analfabetismo e la povertà dei bambini. Il lavoro di A.M.E.N. in questi anni di attività ha prodotto la realizzazione di un progetto educativo denominato Centro scolastico “Beniamino”, nel villaggio di Funda, municipio di Cacuaco, Luanda. Il Centro scolastico attualmente ospita 1000 alunni ed è da molti considerato un’oasi di benessere in un deserto di degrado e povertà. Per la sua realizzazione l’A.M.E.N. ha potuto contare, principalmente, sulle contribuzioni volontarie dei propri sostenitori, attraverso i progetti di adozioni a distanza e il sostegno del 5xmille. In Angola, la causa principale di morte infantile è la denutrizione, ed è per questo grave problema che, grazie al servizio mensa, ai nostri piccoli fanciulli, ogni giorno, vengono offerti pasti caldi e nutrienti.

All’interno del Centro, A.M.E.N. ha realizzato anche un impianto di panificazione per la produzione giornaliera di pane utile al fabbisogno della scuola e per attuare corsi di formazione professionale per panificio e biscottificio; un piccolo presidio ospedaliero per trattamenti sanitari di primo intervento, provvisto anche di un’ambulanza per i casi di pronto soccorso; un laboratorio farmaceutico per la produzione di farmaci, direttamente nel Centro Beniamino; “Casa Serena” una casa di prima ospitalità a disposizione di tutti coloro che si trovano in gravi difficoltà e che non hanno ancora trovato una soluzione adeguata alle proprie necessità; un laboratorio oftalmico che dovrà coadiuvare il presidio ospedaliero attraverso la realizzazione di screening oftalmologici e allestimento di occhiali; un campo sportivo polifunzionale per i bambini. Le importanti attività svolte a Funda hanno avuto riconoscimenti, per il loro valore sociale, dalle Amministrazioni locali, dal Governo angolano ed anche qui in Italia la rete televisiva RAI 2 ha mostrato più volte interesse per il suo operato dedicando dei servizi giornalistici alla missione molto apprezzati dal pubblico.

Per info e contatti

Tel. 081.8907142

http://www.amen-onlus.it/

e-mail: info@amen-onlus.it

Alcuni degli spot video

https://youtu.be/aCMuouXizUM

https://youtu.be/sbk-AQ88xSQ

https://youtu.be/2WNfO7FTsYk

https://youtu.be/YcEkRJBnWTs

SAVE THE DATE:
– 16 OTTOBRE 2018 – Seminario pastorale Chiesa Alfa&Omega (Roma)
– 19 OTTOBRE 2018 – Seminario pastorale Chiesa Nuova Pentecoste (Aversa)
– 20 OTTOBRE 2018 – Big Event Teatro PALAPARTENOPE (Napoli)

amen_wilkerson

“Questa non è solo una lettera di cattive notizie”

Purtroppo non abbiamo buone notizie da comunicarvi da parte dei nostri missionari.

 La situazione in Angola è molto delicata per le gravi difficoltà politico – economiche. Il costo della merce è praticamente raddoppiato e gli acquisti sono contingentati: i nostri missionari non possono acquistare più di una certa quantità  di beni di prima necessità, perché scarseggiano a causa di alcuni limiti imposti dallo stato sulle importazioni. Anche il costo del carburante è lievitato indiscriminatamente. I nostri missionari fanno salti mortali per riuscire a fornire al Centro i generi alimentari necessari per riuscire a sfamare i nostri bambini. Uno dei problemi più seri è che le medicine scarseggiano. Quelle che si trovano hanno un prezzo esagerato. Una confezione di Cuartem (farmaco salvavita per la malaria) da 5 usd attualmente costa 35 usd, quando si riesce a trovarlo.

Le insolite piogge alluvionali hanno provocato un disastro ambientale. Le strade sono piene di voragini, fango e acquitrini. Possono circolare soltanto i fuoristrada a trazione integrale. Le pozzanghere sono diventate colture batteriologiche per larve di zanzare e di altri pericolosi batteri. In queste ultime settimane sono scoppiate delle vere epidemie di malaria e febbre gialla. Si calcola la morte di centinaia di persone ogni giorno e sembra che queste notizie non vengano diffuse all’estero.

 I missionari contano decine di morti tra bambini e adulti ogni giorno nell’area dei villaggi che circondano il “Centro Beniamino” della Missione Amen. Gli ospedali sono pieni e non sono in grado di ricevere e curare i malati che si affollano all’esterno delle strutture. Il nostro Centro Medico lavora ininterrottamente per salvare le vite dei tantissimi bambini che arrivano dai villaggi circostanti in condizioni gravi, come potrete immaginare, il lavoro è veramente duro e difficile. Vi è una vera emergenza sanitaria nel paese e inevitabilmente i nostri missionari lavorano senza sosta.

In pochi mesi il paese è ritornato indietro di 10 anni.

Questa non è solo una lettera di cattive notizie

Il rovescio della medaglia è che i nostri missionari stanno tutti bene in saluteIl pastore Davide, ha ringraziato Dio perché in mezzo a tanti morti, nel Centro Beniamino non vi è stato nessun funerale tra i bambini che sono assistiti dalla nostra missione. Il lavoro di tutti i giorni prosegue e tante persone nuove si stanno aggiungendo alla missione.

Inutile dirvi che c’è bisogno di un costante aiuto. Preghiamo per l’Angola, per i nostri bambini, per i nostri missionari, per la missione.

 Sostieni la missione:

c/c postale n. 22952196 intestato ad Amen onlus
c/c bancario intestato a Agenzia Missionaria Evangelo per le Nazioni
Cassa di Risparmio Parma e Piacenza S.p.A
IBAN IT 89 U 06230 03415 000056877386
Swift/BIC Code CRPPIT2P529

Il Centro Beniamino ha l’indipendenza energetica

Carissimi amici
È con gioia nel cuore che scriviamo questa piccola lettera, per comunicarvi una grande notizia!

In Angola la fornitura di energia elettrica è un privilegio di pochi. Il Centro Beniamino, data l’impossibilità di ricevere corrente dalla rete elettrica, ha dovuto sopperire al bisogno di elettricità con un generatore di corrente donato dalla Chiesa di Giugliano, che, come potete ben pensare, era del tutto inadeguato a soddisfare tutte le esigenze energetiche di un centro come quello di AMEN. La gestione del panificio del centro medico e dei laboratori comporta un fabbisogno energetico particolarmente alto.

A questi vanno aggiunti i condizionatori che in africa sono indispensabili. Con il generatore la missione spendeva circa 500 Euro di gasolio al mese. Nel mese di Ottobre 2012 un ricco imprenditore angolano( dr. Simao Cuca) ha donato un impianto per la trasformazione elettrica dell’alta tensione, il valore della cabina è di 15.000 usd circa. A maggio dell’anno dopo una impresa brasiliana di grandi costruzioni civili (Queros Galvao), con nostra grande gioia, installò a sue spese il traliccio in cemento, cavi, quadri elettrici e tutto l’impianto necessario affinché la corrente elettrica potesse arrivare fino al Centro Beniamino. Il valore di questa donazione si aggira intorno ai 10.000 Euro. A quel punto mancava solo l’allaccio alla rete elettrica dell’alta tensione che passa in prossimità del centro Beniamino.

Purtroppo, nonostante lo sforzo di questi benefattori, non abbiamo mai potuto godere dei benefici di questo grande dono, per l’inerzia della burocrazia africana che non ci autorizzavano al collegamento. E’ trascorso un altro anno, fatto di richieste, pellegrinaggi presso gli Uffici governativi, promesse varie, richieste di tangenti e ostruzionismi vari. Poi, quando la misura della sopportazione è giunta al culmine, finalmente Dio ha aperto la porta giusta ed è stata collegata la corrente elettrica al nostro P.T. (posto di trasmissione di elettricità).

 

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E’ con un grande senso di ringraziamento a Dio, vi comunichiamo che il nostro Centro ha l’indipendenza energetica. Abbiamo circa 25 KW di corrente a nostra disposizione e con questa stiamo rifornendo anche la scuola del governo confinante con noi.

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Finalmente la notte nessuno di noi si dovrà svegliare più alle 03.00 per accendere il generatore per far funzionare il panificio. Dio ci ha liberato dalle taniche di gasolio e dal rumore assordante del vecchio “Missionario” così chiamiamo il generatore che ci ha sostenuti fino ad oggi. Ringraziamo Dio che ci sostiene in ogni cosa e fa sì che questa opera possa andare avanti. Ringraziamo tutti coloro che, direttamente o indirettamente, continuano ad aiutarci con costanza ed hanno contribuito affinché questo grande aiuto arrivasse fino al Centro Beniamino.

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Sicuri del fatto che non potremo mai ripagare il grandissimo aiuto che ognuno di voi dona all’opera di AMEN, chiediamo a Dio che possa sostenervi in salute, in pace ed anche nelle finanze, affinché non venga mai meno la forza che vi serve per continuare a sostenere i bisognosi. A tutti voi, va il nostro più profondo ringraziamento.

Dio vi benedica
I Missionari 
Lidia, Idevaldo, Eunice e Davide

La mia esperienza in Angola

E’ il 25 Novembre 2013. E’ il  grande giorno, riparto per l’Africa!

Questa è stata per me la seconda esperienza, sono partita quindi con la consapevolezza di ciò che mi aspetta una volta arrivata in Angola. E adesso che sono ritornata, non posso tenere per me quanto ho ricevuto.

Durante il mio mese a Funda , ho avuto l’enorme fortuna di conoscere delle persone meravigliose e di fare delle esperienze dal valore unico. Ero felice di vivere e lavorare nel centro medico tra delle persone che mi hanno sempre accolto col sorriso. Perché lì le persone non chiedono nulla, le vedrai solo correre verso di te, sorridenti, per sapere come stai, per urlarti con gioia il loro saluto, per farti sentire che sei il benvenuto fra loro.

Impareranno subito il tuo nome e lo grideranno affinché tu sappia che non ti dimenticheranno mai.

Il centro Beniamino sta cercando di dare una risposta concreta non solo con programmi nutrizionali e assistenza sanitaria ma anche attraverso un programma scolastico completo.

Tutto questo grazie all’infaticabile lavoro dei missionari Lidia e Idevaldo, Oscar e Luisa e il pastore Davide ed Eunice, uomini che hanno consacrato una vita al Signore per davvero, scegliendo di vivere ai confini del mondo, lontano da ogni comforts e che dopo anni non sono ancora stanchi di donare amore a quella gente e di accogliere i più affaticati e oppressi.

A proposito dei missionari che abbiamo incontrato, che ci hanno accolto, e che ci hanno aiutato. Li vorrei ringraziare tanto per la loro testimonianza di vita, per il loro coraggio di rimanere con la gente, anche in situazioni difficili, per la loro capacità di amare, per il loro entusiasmo nonostante le malattie, le incomprensioni e a volte l’esperienza spiacevole di sentirsi usati.

Come non ricordare l’incontro con i giovani, nella chiesa, nei villaggi. Cercando di scambiarci, davvero alla pari, le nostre esperienze, la nostra cultura, i nostri sogni. Un centinaio di giovani, hanno animato la celebrazione dei culti con un tale entusiasmo, capace di farci rabbrividire per ore. Laggiù, dove manca tutto, forse la gente riesce con più facilità a ricercare l’essenziale, e con la pancia un po’ meno piena della nostra ha davvero fame dell’unico Pane di Vita.

Infine, ma non certo per importanza, ringrazio il Signore che mi ha accompagnata e ha guidato questo viaggio dal primo all’ultimo giorno.

Tornando a casa non si può far finta di niente,  la tranquillità di quel mondo che sembra lontano mille anni ti resta impressa. L’Africa si fa ricordare, si fa pensare, si fa mancare. Resta la tenerezza di un bimbo che ti afferra la mano e non te la lascia. Resta l’ amarezza per quelle mamme sedute per terra negli ambulatori in attesa di essere chiamate, per quelle capanne isolate, per i piedi rovinati e i vestiti stracciati.

E’ sicuramente un’esperienza che ci ha lasciato molto dispiaciute quando siamo dovute ripartire ma che ci ha anche lasciato una nostalgia di quella vita semplice basata esclusivamente sul rapporto umano.

Quello che ti porti dietro nel bagaglio interiore, quello che ti resta quando torni, non il ricordo di quel poco che fai, ma sono tutti i momenti vissuti.

Tanti, prima di partire mi hanno detto “Che coraggio, andare in certi paesi..” ma il difficile non è decidere di partire, il difficile è tornare a casa, riprendere la vita frenetica di tutti i giorni, senza che il pensiero non torni costantemente  a Funda, ai suoi bambini.

Non è il tuo mondo o meglio, non lo era. Ma messo a confronto a tutto questo, l’acqua corrente e le lenzuola pulite sono poi così importanti?

www.amen-onlus.it

Relazione Dr Tommasi

In seguito la relazione dell’ultimo viaggio del  Dr Aurelio Tommasi, responsabile del Centro Medico del centro Benimino a Funda, che periodicamente organizza spedizioni di volontari medici e paramedici dall’Italia per rispondere ai bisogni sanitari della popolazione di Funda: 

Mi reco a Funda, sempre assieme a qualche professionista della mia equipe, 3 o 4 volte all’anno, ma l’ultimo viaggio del giugno scorso, è stato organizzato per uno scopo particolare. Finora i medici e gli infermieri che hanno avviato e sostenuto la parte medica del Centro Beniamino, venivano ospitati nella casa dei Missionari Lidia ed Idevaldo, con una certa ovvia difficoltà logistica che coinvolgeva sempre anche i Missionari Eunice e Davide. Si era, quindi reso necessario costruire un alloggio idoneo ad ospitare i professionisti che periodicamente, a giri sempre più stretti, si recheranno a Funda ad aiutare, ma sopratutto ad istruire il personale locale. Il problema è stato affrontato con i responsabili di AMEN e risolto con l’invio di un discreto aiuto economico da parte della associazione I.M.E.T. onlus e soprattutto di alcuni volontari muratori ed elettricisti per costruire materialmente l’abitazione.

Nel frattempo era già arrivato a Funda dall’Italia il Container da noi spedito con dentro, oltre ad un ambulanza 4X4, anche gran parte del necessario per arredare l’abitazione (letti, lavatrice, frigorifero, ecc). Così, il giorno 31 di maggio di buon mattino e non senza qualche difficoltà, siamo arrivati a Funda. Aurelio, Mauro (un infermiere con grande esperienza in Medici senza Frontiere), Mario, Dario, Ezio, Mirco e l’insostituibile Paola che nell’ombra ha sostenuto da sola tutto l’aspetto logistico: pasti, pulizie, lavaggio degli indumenti, oltre anche, nei pochi momenti liberi, supporto sanitario negli ambulatori. Il lavoro è iniziato subito, tutti i giorni, domeniche comprese, dall’alba al buio completo.

Sabato 1 giugno alle 4 del mattino, io, Lidia e Paola siamo partiti per Damba, verso il Congo, per riprendere il piccolo Aurelio, fratellino di Manuèl ospite dal febbraio scorso dei medici italiani del CUAMM di Padova e del loro ospedale locale. Aurelio era completamente guarito dall’asma che gli creava problemi. Siamo subito ripartiti, sedici ore di guida su strade non sempre facili e con frequenti discussioni ai numerosi posti di blocco della Polizia angolana.  Poco prima delle 22 Aurelio Jr era di nuovo a Funda tra le braccia dei volontari e di Paola.  Dopo qualche giorno è passato a quelle di Luisa, la moglie Oscar, che lo terrà fino al sopraggiungere di qualche soluzione definitiva.

Dopo due settimane di lavoro ininterrotto, la casa, che al nostro arrivo aveva solo le fondamenta ed i muri perimetrali, ha preso forma.

Al 12° giorno sulla porta della casa è comparso un mosaico: con scritto: “ Casa Manuel” . Con questo gesto i volontari hanno voluto dedicare questaabitazione a Manuèl ( il fratellino del piccolo Aurelio), il bambino che a Funda ha sofferto più di ogni altro e che ora è in Italia, in Trentino, per cure mediche a casa di Susi e Renzo Corona,. Fu Manuel, la sera prima che partissi, a darmi in mano un suo disegno con su scritto: “Casa di Manuel”: Quella sera subito dopo avermelo dato, lo rilesse con me e rimase silenzioso: corse a prendere un pennarello e aggiunse il cognome “Corona”  dicendomi: “io adesso sono Manuel Corona, mi chiamo come il nuovo papà, attacca questo disegno sulla porta della casetta!”.
Il lavoro è stato forzatamente sospeso a mezzogiorno di venerdì 14 giugno, ma solo perché l’aereo per Madrid ci aspettava alle ore 22. Appena i lavori di pavimentazione e di rifinitura dell’abitazione saranno completati, Lidia mi chiamerà e ritornerò a Funda per arredare “Casa Manuel” affinché diventi definitivamente un rifugio confortevole per i medici e gli infermieri che dall’ Italia andranno a Funda e per in Pastori di AMEN che con la loro tenacia e la loro preghiera ci  stanno permettendo di far partire in quel luogo una servizio sanitario di tutto rispetto.

La mia esperienza in Angola

Non e’ cosa facile riassumere  in breve i miei tre mesi di permanenza in terra d’ Africa ricchi di fatti , nuove emozioni  e sensazioni che hanno caratterizzato la mia esperienza , principalmente presso il centro Beniamino della Missione  A.M.E.N. A confronto di tanti luoghi già visitati nel mondo, l’Africa e in particolare l’Angola può  essere considerato un paese che non può non lasciare  un’ impronta particolare  nell’animo di coloro che hanno modo di visitarlo.

I fattori che principalmente lo differiscono dagli altri posti sono l’estrema povertà, l’arretratezza nel modo di vivere, la presenza di malattie letali e tanta sofferenza di un popolo che ancora porta i segni della guerra civile ormai terminata da una decina di anni. Il centro Beniamino sito nel piccolo paese di Funda , nei pressi della grande città di Luanda, va a rappresentare un’ oasi per le persone che lo abitano e dunque un beneficio sia a livello materiale per la presenza di una scuola, di un panificio,di un centro medico e di un laboratorio , che a livello spirituale per la presenza di una chiesa.

Camminare per Funda,  per la prima volta significa vivere delle sensazioni particolari : la presenza di sentieri di terreno, fango e spazzatura fiancheggiati da casette di pietra rende ben evidente la mancanza di igiene del luogo. La popolazione conduce piuttosto una vita all’aperto : uomini e donne che siedono all’esterno delle loro casette o semplicemente per terra ai piedi di un albero trascorrendo il loro tempo a  dialogare; donne impegnate a trasportare sul loro capo un secchio d’acqua; ma soprattutto ciò che non passa può passare inosservata è  la presenza di tantissimi bambini quasi tutti a piedi nudi che giocano nel terreno, e correndo qua e là, cercano il loro divertimento in giochini fatti di rami secchi, e vecchie ruote. La parte bassa di Funda  e’ bagnata dal fiume  Nzenza,   le cui acque se da un lato rappresentano l’ambiente in cui quotidianamente le donne si impegnano a  lavare i loro panni o l’unico  modo per le persone del luogo di bagnarsi, dall’altro sono le medesime   che  la gente del posto utilizza per dissetarsi.

Un’importanza radicale  per una percezione più profonda delle difficoltà e delle problematiche della vita reale del luogo, ha costituito l’incontro personale di due bambini del paese di Funda . La prima immagine agghiacciante impressa nella mia mente che riguarda una delle mie prime passeggiate in visita di quel paese è rappresentata dalla figura emblematica  di Eva: una bimba di nove anni priva di braccine e gambette  giacente triste e sola nel terreno. Il solo  immedesimarsi nel suo dolore ed dunque empatizzare non solo con la vita difficile  e limitata che conduceva  ma la sua condizione di solitudine   è  significato per me  caricarsi di  un peso enorme.

Un’altro incontro che mi ha segnato  in maniera particolare, rivelandosi un grande oggetto di riflessione del paese di Funda  e’ stato quello   di Antonio : un bambino di dieci  anni era lì nella parte alta di Funda impegnato a raccogliere del mango da portare a casa. Antonio rappresenta solo un piccolo esempio  di tanti bambini costretti a lavorare  con l’intento di aiutare le loro madri a badare alla famiglia. La realtà di padri aventi più di una famiglia va a complicare spesso la vita dei figli che si vedono già  nella loro tenera età impegnati nel sostenimento familiare.

Il problema  fondamentale che incide enormemente sullo sviluppo e il miglioramento della vita di Funda è proprio l’esistenza di una  cultura fatta di usi ,costumi ed un’educazione errata   che frequentemente va a costituire  un limite per lo sviluppo  di questo paese. Per quanto concerne il matrimonio legale può essere considerato inesistente. Le famiglie legalmente sposate sono pochissime . Questa realtà dipende dalla tradizione secondo la quale il marito deve offrire una dote molto cara per la propria moglie. Questa usanza difficile da essere rispettata  dalla maggior parte della popolazione a causa di condizioni di povertà e dunque la mancanza di beni materiali spiega la presenza di tante ragazze madri. Molteplici sono le ragazze che a partire dalla loro età  di dodici, tredici e quattordici anni , per niente mature e pronte alla responsabilità di una vita familiare, portano alla luce dei bambini che vengono dunque cresciuti ed educati con ben poca cura. Non esistendo  quindi  un  benessere  economico la prole diventa pertanto sinonimo di ricchezza: tanti bambini vengono messi al mondo  senza  che i genitori si domandino sulla possibilità anche economica  per allevare  i loro figli. La morte di un figlio va a tradursi di conseguenza, purtroppo, per  molteplici  famiglie come” un peso in meno” a cui badare.

A questo proposito desidero raccontare un aneddoto, una vicenda vissuta in prima persona. Seppure il mio ruolo quotidiano presso la missione era nella vendita del pane presso il panificio della missione, ho avuto un giorno l’occasione di affiancare la missionaria  Lidia nella visita dei vari pazienti. Tra le tante persone che giunsero in quel giorno al centro medico vi erano una madre  con una figlia dell’età di circa tredici anni. La grande esortazione di Lidia per quella donna fu quella di prendersi cura della figlia date le sue condizioni salutari gravi di malaria e denutrizione acuta. A grande sorpresa di tutti presenti  la madre confessò al farmacista del nostro centro medico di non avere intenzione di spendere del denaro per la sua figlia. La triste storia è che  dopo circa due settimane abbiamo assistitito alla dipartita della giovane ragazza.  Sono storie queste che ti lasciano senza parole  e danno spazio a tanti perchè sulla vita e le condizioni di questo luogo. Protagonista di questa vicenda è stata una giovane ragazza frutto di un primo matrimonio fallito. Il totale disinteresse della madre nei confronti  dei figli va a colpire parecchi bambini che sono frutto di un primo” matrimonio” e vengono pertanto considerati un ‘in piu’ rispetto alla famiglia che si va a creare nel secondo “matrimonio”.

In due casi principali i bimbi di questo territorio  quasi inevitabilmente vanno incontro ad una condizione di solitudine e abbandono:  famiglie che vedono la dipartita della madre da una parte, assistono contemporaneamente ad un abbandono dei figli da parte del padre che decide di prendere una seconda donna;  famiglie in cui la madre è alcolista la figliolanza è  costretta a crescere da sola e a badare a se stessa.  Quest’ultimo caso ha caratterizzato i fratellini di Manuel,il bimbo per il quale l’equipe di Crispano si è tanto adoperato per una ricostruzione facciale, i cui fratellini sono stati raccolti nell’orfanatrofio della missione Remar nella quale ho avuto la possibilità di permanere per circa due settimane facendo una bellissima esperienza con bambini molti dei quali orfani .

L’esistenza del centro  Beniamino comprendente  una scuola nella quale si possa avere modo di trasmettere dei valori ed una educazione oltre che  sostentamento quotidiano costituito da una merenda e un pasto quotidiano assicurato ,di un centro medico completamente gratuito in cui poter dare assistenza per le più svariate malattie e di un laboratorio nel quale poter provvedere alla produzione di medicinali e  di un panificio come mezzo per alimentare la popolazione del centro   va ad assumere un ruolo fondamentale in questo paese.

Di grande stima è l’ incessante lavoro dei missionari Lidia e Idevaldo, il pastore Davide ed Eunice che con l’aiuto di Oscar e Luisa si dedicano costantemente con impegno ai bisogni di questo luogo.

L’assistenza spirituale è provveduta grazie all’esistenza di una chiesa caratterizzata da giovani che si inginocchiano e pregano,forse meno attaccati ai beni materiali e al divertimento ma che sono  grati a Dio per tutto quanto posseggono.

Il mio appello  a voi cari lettori  è quello di non considerare  il centro Beniamino e dunque l’Angola come una realtà  lontana e distaccata ma,unendoci  ai fratelli della comunità li in Angola possiamo sostenere la missione e i missionari innanzitutto con una preghiera costante con la convinzione che lo stesso Dio che e- stato in grado di fermare i venti e le tempeste possa fermare le tempeste di questo luogo . Non bisogna sottovalutare e trascurare anche la necessità di sostenere anche finanziariamente il centro . I costi per sostenere una simile opera sono sempre elevati ma Dio benedice  un cuore allegro che dona .

In conclusione come la regina Ester nella Bibbia chiese al che il suo popolo fosse risparmiato dalla distruzione anche noi possiamo rivolgere la nostra costatante intercessione al trono del nostro Re dei Re  affinchè intervenga, salvi e redima questo luogo.

Angela Bachmann

Volontaria Amen ONG