Relazione Dr Tommasi

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In seguito la relazione dell’ultimo viaggio del  Dr Aurelio Tommasi, responsabile del Centro Medico del centro Benimino a Funda, che periodicamente organizza spedizioni di volontari medici e paramedici dall’Italia per rispondere ai bisogni sanitari della popolazione di Funda: 

Mi reco a Funda, sempre assieme a qualche professionista della mia equipe, 3 o 4 volte all’anno, ma l’ultimo viaggio del giugno scorso, è stato organizzato per uno scopo particolare. Finora i medici e gli infermieri che hanno avviato e sostenuto la parte medica del Centro Beniamino, venivano ospitati nella casa dei Missionari Lidia ed Idevaldo, con una certa ovvia difficoltà logistica che coinvolgeva sempre anche i Missionari Eunice e Davide. Si era, quindi reso necessario costruire un alloggio idoneo ad ospitare i professionisti che periodicamente, a giri sempre più stretti, si recheranno a Funda ad aiutare, ma sopratutto ad istruire il personale locale. Il problema è stato affrontato con i responsabili di AMEN e risolto con l’invio di un discreto aiuto economico da parte della associazione I.M.E.T. onlus e soprattutto di alcuni volontari muratori ed elettricisti per costruire materialmente l’abitazione.

Nel frattempo era già arrivato a Funda dall’Italia il Container da noi spedito con dentro, oltre ad un ambulanza 4X4, anche gran parte del necessario per arredare l’abitazione (letti, lavatrice, frigorifero, ecc). Così, il giorno 31 di maggio di buon mattino e non senza qualche difficoltà, siamo arrivati a Funda. Aurelio, Mauro (un infermiere con grande esperienza in Medici senza Frontiere), Mario, Dario, Ezio, Mirco e l’insostituibile Paola che nell’ombra ha sostenuto da sola tutto l’aspetto logistico: pasti, pulizie, lavaggio degli indumenti, oltre anche, nei pochi momenti liberi, supporto sanitario negli ambulatori. Il lavoro è iniziato subito, tutti i giorni, domeniche comprese, dall’alba al buio completo. 

Sabato 1 giugno alle 4 del mattino, io, Lidia e Paola siamo partiti per Damba, verso il Congo, per riprendere il piccolo Aurelio, fratellino di Manuèl ospite dal febbraio scorso dei medici italiani del CUAMM di Padova e del loro ospedale locale. Aurelio era completamente guarito dall’asma che gli creava problemi. Siamo subito ripartiti, sedici ore di guida su strade non sempre facili e con frequenti discussioni ai numerosi posti di blocco della Polizia angolana.  Poco prima delle 22 Aurelio Jr era di nuovo a Funda tra le braccia dei volontari e di Paola.  Dopo qualche giorno è passato a quelle di Luisa, la moglie Oscar, che lo terrà fino al sopraggiungere di qualche soluzione definitiva.

Dopo due settimane di lavoro ininterrotto, la casa, che al nostro arrivo aveva solo le fondamenta ed i muri perimetrali, ha preso forma.

Al 12° giorno sulla porta della casa è comparso un mosaico: con scritto: “ Casa Manuel” . Con questo gesto i volontari hanno voluto dedicare questaabitazione a Manuèl ( il fratellino del piccolo Aurelio), il bambino che a Funda ha sofferto più di ogni altro e che ora è in Italia, in Trentino, per cure mediche a casa di Susi e Renzo Corona,. Fu Manuel, la sera prima che partissi, a darmi in mano un suo disegno con su scritto: “Casa di Manuel”: Quella sera subito dopo avermelo dato, lo rilesse con me e rimase silenzioso: corse a prendere un pennarello e aggiunse il cognome “Corona”  dicendomi: “io adesso sono Manuel Corona, mi chiamo come il nuovo papà, attacca questo disegno sulla porta della casetta!”. 
Il lavoro è stato forzatamente sospeso a mezzogiorno di venerdì 14 giugno, ma solo perché l’aereo per Madrid ci aspettava alle ore 22. Appena i lavori di pavimentazione e di rifinitura dell’abitazione saranno completati, Lidia mi chiamerà e ritornerò a Funda per arredare “Casa Manuel” affinché diventi definitivamente un rifugio confortevole per i medici e gli infermieri che dall’ Italia andranno a Funda e per in Pastori di AMEN che con la loro tenacia e la loro preghiera ci  stanno permettendo di far partire in quel luogo una servizio sanitario di tutto rispetto.